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Il mondo della ristorazione è sempre più rosa. Chi sono le chef stellate

Festeggiare e celebrare le conquiste che nei decenni le donne hanno giustamente ottenuto. L’8 marzo è soprattutto questo, non è solo una cena tra amiche o un ramoscello di mimosa regalato alla mamma, fidanzata o collega, ma una giornata che ci ricorda che il “sesso debole” almeno sulla carta non esiste più ed oggi tutte le donne, possono ogni giorno rivendicare pari diritti ed opportunità in tutti i settori.

Un percorso durato molti decenni che ci consegna oggi una celebrazione che risale ai primi anni del 1900, quando in diverse occasioni, come il Congresso di Stoccarda, venne portata all’attenzione della politica la “questione femminile” e la richiesta di voto da parte delle donne; in seguito a queste rivendicazioni, nel 1909 negli Stati Uniti fu istituita ufficialmente la Festa delle Donna, e molti altri Paesi vi aderirono in seguito. In Italia bisogna aspettare i movimenti femministi degli anni ’70 per avere anche da noi la versione ufficiale di questa festa.

Oggi le donne hanno acquisito molti diritti e hanno successo in ogni campo, anche se purtroppo esistono settori, come ad esempio quello gastronomico e dell’alta ristorazione, dove il ruolo della donna resta ancora marginale nonostante non manchino grandissimi esempi di “chef in rosa” che nel corso degli ultimi anni hanno saputo conquistare riconoscimenti prestigiosi e fama internazionale.

DONNE E NOUVELLE CUISINE

Sembra un paradosso, ma nonostante la figura femminile sia legata nella tradizione popolare (almeno quella italiana) alla gestione della cucina, sono stati gli uomini a conquistare un ruolo di prim’ordine della gastronomia mondiale. Se si guardano infatti le classifiche internazionali più prestigiose, come ad esempio le Guide Michelin, il verdetto sembra impietoso: su oltre 3.300 chef stellati di 28 Paesi del mondo, ci sono solamente 169 donne. Se prendiamo un paese come la Francia, dove la ristorazione è tema nazionale, su 616 stellati le donne sono solamente 16; mentre in Italia sono 41, il che fa di noi il Paese più virtuoso nella parità di genere culinaria.

Le cose non cambiano se si scorrono i nomi dell'altra "istituzione", il World's 50 best restaurants (la classifica annuale dei cinquanta migliori ristoranti al mondo del mensile britannico Restaurant): nella lista compaiono solamente due donne. Ma, nonostante le guide e i crescenti talent televisivi, dicano altro, l’universo femminile dei fornelli è in grande ascesa: oggi vedere una chef donna e di successo alla guida di ristoranti stellati non è più così insolito come si potrebbe pensare. E per fortuna, da qualche anno a questa parte, nel mondo della ristorazione si torna a puntare i riflettori sulle donne chef e moltissime hanno dimostrato di avere un incredibile talento al pari, se non di più, dei colleghi maschi più famosi.

Allora, per celebrare la “Festa della donna” ecco un breve elenco di chef donna che sono l’esempio della buona cucina italiana e non solo.

La nostra carrellata non può non cominciare da Martina Caruso, stella dal 2016 per il suo Signum di Salina che nelle ultime ore è stata premiata come migliore Chef donna Michelin 2019. Con questo premio la Caruso entra a far parte dell’Atelier des Grandes Dames, un circolo di 16 chef che ha il compito di incontrarsi, fare rete, creare nuove collaborazioni per discutere sul tema della femminilità in cucina, intesa non come differenza di genere ma come (nuovo) stile di leadership e approccio a questo mestiere, ancora più difficile per le donne che per gli uomini.

(Credit foto: profilo FB Martina Caruso - in foto con il fratello durante la premiazione di Chef donna Michelin 2019)

Proseguiamo con una delle istituzioni del mondo della ristorazione in rosa; Nadia Santini, del ristorante “Dal Pescatore”, premiata come migliore chef donna del mondo nel 2013 è una delle due donne chef italiane che può vantare tre stelle Michelin. La seconda è Annie Féolde, volto noto di molte trasmissioni tv: origini francesi ma con una vita trascorsa lungo le rive dell’Arno all’Enoteca Pinchiorri di Firenze. Dietro di loro (solo per il numero di stelle) c’è Valeria Piccini che di stelle Michelin ne può vantare due per il suo ristorante “Da Caino” immerso nella campagna maremmana a Montemerano.

Antonia Klugman, eletta Cuoca dell’Anno nel 2017 dalla guida dei Ristoranti d’Italia dell’Espresso. Gestisce il suo ristorante l’Argine a Vencò a Dolegna del Collio (Gorizia), premiato con una stella Michelin nel 2014. Cristina Bowerman, una stella Michelin dal 2010 per il “Glass Hostaria” a Roma. Miglior chef donna d’Italia nel 2013.

Caterina Ceraudo: giovanissima, 29 anni, Caterina ha avuto lo chef Niko Romito come suo insegnante e guru. Il suo ristorante “Dattilo” a Strongoli (Crotone) all’interno dell’agriturismo di famiglia ha ricevuto 1 stella Michelin nel 2012, e a lei è stato assegnato lo speciale Premio Donna Chef 2017. Viviana Varese: nel 2010, a 36 anni, la guida di Milano del Gambero Rosso le assegna il titolo di giovane emergente dell’anno e Identità Golose la incorona miglior chef donna. Nel 2011 la stella Michelin per il ristorante Alice a Milano.

Ed ecco qualche chef internazionale: Ana Ros, nominata migliore chef donna del 2017 da World’s Top 50 Best Restaurant Academy, è proprietaria, e anima, del ristorante Hiša Franko in Slovenia. Anne-Sophie Pic: proveniente da una dinastia di celebri ristoratori francesi, è una delle chef donna migliori del mondo. Tre stelle. Dominique Crenn, prima donna negli Stati Uniti a ricevere 2 stelle Michelin, per il suo ristorante “Atelier Crenn”, famoso per la cucina fusion. Titti Qvarnstrom: prima chef donna in Svezia a ricevere la stella Michelin. Il suo ristorante Bloom in the Park nel 2015 è stato eletto miglior ristorante della Svezia. Emma Bengtsson: prima chef donna a ricevere 2 stelle Michelin a NYC! Ristorante “Aqauvit”

Chiudiamo con un finale da cinema, parlando di Hélène Darroze: nata e cresciuta in una famiglia di ristoratori, è a lei infatti che gli sceneggiatori Pixar si sono ispirati per creare il personaggio di Colette in Ratatouille. Possiede 3 ristoranti, a Parigi, Mosca e Londra e proprio quello inglese “Hélène Darroze at the Connaught”, è nella classifica dei top 50 ristoranti migliori al mondo.

8 MARZO: LA TRADIZIONE A TAVOLA CON 100%CHEF

Come da tradizione è il colore giallo a dominare la tavola del giorno della Festa della donna; che sia al ristorante o una tranquilla e sfiziosa cena con le amiche, un dolce mimosa o un risotto alla zafferano non possono proprio mancare. Piatti semplici che possono essere realizzati e serviti con gli innumerevoli accessori della 100%Chef Italia: sul nostro sito è possibile trovare una lunga selezione di prodotti, facili da usare e dal design ricercato che daranno un tocco di originalità alle vostre serate. Scopri di più su 100%Chef Italia>>>

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